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Scegliere i casi d’uso
Parto da processi e persone, non dagli strumenti. Mappo le attività, stimo valore e rischio e scelgo uno o due casi da cui partire, con criteri di successo scritti prima di iniziare.
Molte aziende hanno provato l’AI generativa. Poche l’hanno portata nel lavoro di tutti i giorni. Da AI Product Manager lavoro su quel passaggio: scegliere il problema giusto, costruire un prototipo che si può provare, misurare se funziona e fare in modo che le persone lo usino.
Ho lavorato per e con
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Parto da processi e persone, non dagli strumenti. Mappo le attività, stimo valore e rischio e scelgo uno o due casi da cui partire, con criteri di successo scritti prima di iniziare.
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Con Claude Design e Claude Code costruisco prototipi funzionanti da far provare agli utenti veri. Si decide su qualcosa che si può toccare, non su una slide.
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Risposte con le fonti, soglie di confidenza, revisione umana, test automatici sugli output. I requisiti di EU AI Act, ISO 42001 e NIST AI RMF diventano controlli concreti.
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Formazione sul lavoro vero, colleghi champion, KPI di adozione raccolti senza sorvegliare le persone. È il punto in cui molti progetti AI si fermano.
Un progetto AI è un progetto di dati. Per questo seguo CPMAI, il metodo del Project Management Institute: iterativo, con un controllo alla fine di ogni fase.
Aiuta a scegliere dove l’AI crea valore, a costruire e validare le soluzioni, a gestire rischi e conformità e a farle usare davvero. A differenza di un fornitore di software non vende uno strumento: parte dal problema e dai dati.
Da un inventario: quali strumenti AI le persone usano già, spesso con account personali, e quali attività ripetitive pesano di più. Poi uno o due casi d’uso piccoli, con un criterio di successo misurabile e un prototipo provato in poche settimane.
Perché la tecnologia è la parte facile. Spesso mancano criteri di successo decisi prima, dati affidabili, la fiducia degli utenti e qualcuno che segua l’adozione dopo il rilascio. Per questo misuro l’uso reale con KPI dedicati.
Sì. Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 dell’AI Act chiede a chi fornisce o usa sistemi di AI di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione del personale che li utilizza. Non prescrive un corso standard: la formazione va adattata ai ruoli e ai sistemi usati. Vedi i workshop.
È la certificazione del Project Management Institute per gestire progetti di intelligenza artificiale con un metodo iterativo in sei fasi, dalla comprensione del business alla messa in uso, con attenzione ai dati e all’AI affidabile.
Stai portando l’AI nella tua azienda e vuoi un confronto su un progetto, un talk o una collaborazione? Scrivimi.
vsemeraro@gmail.com